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Aleksandr Sergeevič Puškin
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«La nostra memoria serba sin dall'infanzia un nome allegro: Puškin. Questo nome, questo suono, riempie molti giorni della nostra vita. Accanto ai cupi nomi degli imperatori, dei condottieri, di inventori di armi per uccidere, di torturatori e di martiri, si affaccia un nome, Puškin. [Egli] seppe portare con allegria e gentilezza il suo fardello, sebbene il suo ruolo di poeta non fosse né facile né allegro, ma tragico.»
(Aleksandr Blok, citato in Jurij M. Lotman, Puškin. Vita di Aleksandr Sergeevič Puškin, Ledizioni, Milano, 2012, p. 226.)
In mwhafilologia egli è considerato il fondatore della mwhqlingua letteraria russa contemporanea e le sue opere, tra le migliori manifestazioni del mwhgromanticismo russo, hanno ispirato numerosi mwhwscrittori, mwiacompositori e mwiqartisti. Queste opere sono tuttora annoverate tra le più importanti espressioni della letteratura russa in quanto, nonostante i quasi due secoli passati dalla loro creazione, ci presentano una lingua tuttora viva e attuale. L'mwigIstituto Puškin, che si prefigge la diffusione della lingua russa nel mondo, prende il nome dal letterato.
Contents
• L'esilio
• Le opere
• Poemi
• Teatro
• Saggi
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Biografia
Le origini
Puškin nacque a mwkwMosca il 6 giugno (il 26 maggio secondo l'allora mwlacalendario giuliano) del 1799. Il padre, Sergej L'vovič Puškin (1767-1848), era un mwlqmaggiore in congedo, appartenente a un'antichissima mwlgfamiglia aristocratica russa, mentre la madre, Nadežda Osipovna Gannibalova (1775-1836), era la figlia di Osip Abramovič Gannibal (un gentiluomo, a sua volta figlio del mwlwmaggior generale russo di origine africana mwmaAbram Petrovič Gannibal - a cui Puškin dedicherà l'incompiuto mwmqromanzo storico mwmgmwmwIl negro di Pietro il Grande - e della di lui seconda consorte Christina Regina Siöberg, una dama appartenente a una nobile famiglia di origini mwnascandinave e mwnqtedesche), e di Marija Alekseevna Puškina, una nobildonna imparentata con lo stesso Sergej L'vovič (ciò faceva dei lontani parenti i genitori del poeta)
Il futuro poeta venne alla luce in casa Skorcov - dove i Puškin, ridotti in ristrettezze economiche, vivevano in affitto -, sulla Molčanovka, all'attuale numero 10 di via Bauman.cite-ref-4[4] Il padre era un uomo dedito alla mondanità e molto avaro; mwpwPëtr Andreevič Vjazemskij, amico di Aleksandr, ne avrebbe tracciato una descrizione corredata da un aneddoto: «Egli era avaro sia con sé stesso sia con i familiari. Un giorno, durante il pranzo, suo figlio Lev ruppe un bicchiere. Il padre avvampò e per tutto il pranzo continuò a brontolare. "Ma come si può prendersela tanto per un bicchiere che costerà venti copeche", disse Lev. "La prego di scusarmi, signore, non venti, ma trentacinque copeche!"»cite-ref-5[5] Molto mondana era anche la madre, una donna «dispotica e capricciosa».cite-ref-6[6]
Nonostante i rapporti con i genitori fossero piuttosto freddi, il secondogenito Puškin andrà sempre orgoglioso della sua nobiltà "vecchia di 600 anni" e del suo sangue in parte mwsqafricano.cite-ref-7[7] Non venne educato dai genitori, come s'è detto assidui frequentatori di salotti mondani, bensì dalla nonna materna, dallo zio materno Vasilij, che apparteneva a un circolo letterario d'avanguardia chiamato mwtgArzamas, e dalla balia mwtwArina Rodionovna, il cui nome fu reso celebre dalle liriche che l'autore compose nell'ultimo periodo della sua vita.
L'infanzia, trascorsa a Mosca, lo vide immerso in un ambiente assai stimolante dal punto di vista culturale. Puškin fu messo fin da piccolo a contatto con una realtà in cui si discorreva di letteratura, ed ebbe modo di conoscere, tra gli intellettuali che frequentavano la sua casa, mwuqNikolaj Karamzin, pioniere di un rinnovamento linguistico e letterario della letteratura russa. La sua educazione, come quella dei fratelli, fu tuttavia alquanto disordinata; prima dell'ingresso al mwugLiceo imperiale di Carskoe Selo, Puškin imparò ad apprezzare la lingua e la letteratura francese, avvalendosi della biblioteca paterna. Il poeta non parlerà mai del periodo precedente al liceo, né negli scritti autobiografici né in quelli letterari. Fu «un uomo senza infanzia»: i suoi ricordi più antichi faranno sempre capo a Carskoe Selo, vera culla della sua formazione umana e spirituale.cite-ref-8[8]
La giovinezza
Nel 1811 Puškin entrò al mwygLiceo imperiale di Carskoe Selo, che diventerà la sua seconda casa: qui conobbe il futuro poeta mwywDel'vig, i futuri mwzadecabristi I. I. Puščin e V. K. Kjuchel'beker, oltre a collaborare alla rivista della scuola, "Vestnik" (Notiziario), con primissime poesie in francese.
È in questo periodo, infatti, che cominciò a scrivere versi. Nel 1814 alcune sue poesie comparvero sul "mwzgVestnik Evropy" (Messaggero d'Europa), e prima ancora di lasciare il liceo egli venne invitato a far parte della celebre società letteraria dellmwzw'mwaaArzamas, dove si patrocinava la nuova letteratura di mwaqKaramzin e dove fu in grado di gareggiare con poeti già molto affermati come mwagŽukovskij e mwawBatjuškov. Nello stesso periodo conobbe mwbaČaadaev.
In una sua opera raccontò l'incontro risalente agli anni liceali col poeta mwbgDeržavin, presidente di commissione all'esame finale. Puškin scrive di quanto fosse emozionato nel declamare dinanzi all'anziano poeta una propria poesia. Successivamente viene riportato che Deržavin rimase molto colpito dal giovane Puškin, il quale, però, colto dall'emozione scappò via prima di poter ricevere i complimenti.
L'età adulta
Dopo aver completato i suoi studi, senza tuttavia eccellervi, nel 1817, Puškin diventò funzionario del Ministero degli Esteri, anche se di fatto non risulta che abbia mai svolto alcun lavoro ministeriale. A mwdgSan Pietroburgo, dove risiedeva in quegli anni, condusse una vita all'insegna del piacere, primo fra tutti quello per le donne. In questo periodo frequentò mwdwPavel Aleksandrovič Katenin e mweaAleksandr Sergeevič Griboedov. Ai salotti alternava tuttavia la partecipazione a società letterarie politiche progressiste, come lmweq'mwegArzamas e la mwewLampada verde, tanto che la poesia ispirò i lavori in versi di quel periodo (mwfaLa libertà, mwfqLa campagna, mwfgNöel), facendolo cadere in sospetto di attività sovversive, tanto che fu confinato da un provvedimento di polizia nella Russia meridionale.
Alcuni epigrammi rivoluzionari avevano infatti cominciato a circolare tra i salotti nobili ancor prima della pubblicazione di quest'opera, ed erano giunti a conoscenza dello stesso zar mwgaAlessandro I, che lo obbligò a lasciare la città, e ad assumere un incarico governativo nella sperduta e lontana mwgqEkaterinoslav. Lavorò nel frattempo a un poema epico romantico in sei canti, mwggRuslan e Ljudmila, edito nel 1822, a cura degli amici che erano rimasti nella capitale, che gli valse il rispetto e gli onori della nuova generazione di letterati e le antipatie della vecchia che vedevano nell'opera un'involuzione e un meticciamento della letteratura russa.
Puškin trasse vantaggio dal confino viaggiando al seguito del generale V. F. Raevskij, nominato suo custode, e visitando la mwhaCrimea, il mwhqCaucaso e la mwhgBessarabia, spingendosi, libero sulla parola data al generale - con cui nel frattempo aveva stretto un forte legame di amicizia -, fino a mwhwKamenka e mwiaChișinău, in mwiqMoldavia, dove il 4 maggio del 1821 fu iniziato in mwigMassoneria nella loggia "Ovidio"cite-ref-9[9], che faceva parte della Gran Loggia Astraea, messa al bando l'anno successivo dallo zar mwjwAlessandro Icite-ref-10[10]cite-ref-11[11]. Sarà poi segretario della loggia "I cercatori della Manna", fondata a Mosca da Sergueï Stepanovitch Lanskoï nel 1817cite-ref-12[12]. Essendo l'odierna capitale moldava situata ai margini dell'Impero russo, questa non godeva di una buona reputazione nei primi decenni dopo la sua conquista, venendo considerata un campo di trasferimento punitivo per detenuti e ribellicite-ref-13[13]. Per questo motivo Puškin, giunto in loco dal 1820 al 1823 in veste di traduttore, scrisse della cittàcite-ref-14[14]:
«Oh Kišinev, oh città oscura! […] Maledetta di Kišinev, la lingua non si stanca mai di insultarti!
»
A Kamenka frequentò mwqwPavel Ivanovič Pestel', capo della società segreta mwramwrqAssociazione del Sud. Durante i due anni di confino scrisse mwrgIl prigioniero del Caucaso e una serie di liriche e poemetti in stile mwrwbyroniano oltre ai primi tre canti dellmwsa'mwsqmwsgEvgenij Onegin.
L'esilio
Nel 1823 venne trasferito a mwtqOdessa alle dipendenze del principe mwtgVoroncov, mwtwgovernatore generale della Nuova Russia. Odessa era allora un grande centro commerciale e una città cosmopolita per la presenza di stranieri, in particolare mwuagreci, ed era un ambiente piuttosto stimolante per uno scrittore (tra l'altro, qui inizia il poema mwuqGli zingari, pubblicato poi nel 1827). Si profilarono peraltro dissapori con Voroncov il quale, volendo vendicarsi della corte di Puškin verso la moglie Elisabetta, forse coronata da successo stanti le bellissime liriche che l'autore russo le ha dedicato, lo denunciò per attività sovversiva alla polizia. Come prova produsse una lettera, sottratta dallo stesso Voroncov, in cui Puškin scriveva a un suo interlocutore di mwugPietroburgo con frasi giudicate atee. La polizia lo spedì quindi in esilio presso mwuwPskov, nella tenuta materna di mwvaMichajlovskoe, dove rimase, senza la possibilità di allontanarsene, fino al 1826. In quell'anno infatti lo zar mwvqNicola I, dopo aver represso il mwvgmovimento decabrista, decise di annullare il provvedimento di confino avvisandolo tuttavia, in un'udienza privata, che da quel momento sarebbe stato il suo unico censore, salvo venir meno a quanto promesso quando la polizia intercettò una lettera mandata da Puškin ai mwvwdecabristi in mwwaSiberia e riprese a controllarlo.
Intanto nel 1825 finì il poema drammatico mwwgmwwwBoris Godunov (rappresentato solo nel 1831) e il racconto in versi mwxaIl conte Nulin, oltre a diverse poesie.
Il ritorno a Pietroburgo
Tornato a San Pietroburgo, l'autore visse il momento più prolifico della sua esistenza di scrittore, coronato nel 1831 con il matrimonio con la bellissima mwzaNatal'ja Nikolaevna Gončarovacite-ref-16[15]. La coppia ebbe quattro figli:
• mw0wMarija Aleksandrovna (19 maggio 1832 - 7 marzo 1919);
• Aleksandr Aleksandrovič (6 luglio 1833 - 19 luglio 1914);
• Grigorij Aleksandrovič (14 maggio 1835 - 5 luglio 1905);
• mw2qNatal'ja Aleksandrovna (23 maggio 1836 - 10 marzo 1913).
Nello stesso anno Puškin incontra mw2wGogol', e con lui instaura un forte rapporto di amicizia e reciproca stima, tanto che, quando nel 1836 avvia una sua rivistacite-ref-17[16], pubblica al suo interno alcuni dei racconti più belli e famosi di Gogol'. Intanto Puškin e sua moglie cominciarono a frequentare la società di corte e gli eventi mondani. Ne derivò un periodo di grandi problemi finanziari e umiliazioni per lo scrittore, soprattutto a causa della moglie e dei suoi numerosi ammiratori, tra i quali lo zar stessocite-ref-18[17].
Nel 1833 uscì in volume mw5qEvgenij Onegin (con un capitolo censurato) e nel 1834 pubblicò mw5gmw5wLa dama di picche, nel 1835 l'antologia mw6aPoemi e racconti (che non contiene ancora mw6qmw6gLa figlia del capitano né le ultime poesie).
Il duello e la morte
Nel 1837, a seguito d'una lettera anonima che insinuava l'infedeltà della moglie, dopo aver insultato il barone mw9qvan Heeckeren, ambasciatore del mw9gRegno dei Paesi Bassi e padre adottivo del presunto amante di lei - il barone francese Georges d'Anthès, dal 1836, anno in cui fu adottato dal barone, Georges de Heeckeren, marito della sorella di Natal'ja, mw-aEkaterina - Puškin fu sfidato a mw-qduello. Fissato per le quattro del pomeriggio dell'8 febbraio 1837, il duello si svolse alla mw-gČërnaja Rečka a Pietroburgo, dove oggi si trova l'mw-womonima fermata della mw-ametropolitana e dove una statua del poeta ricorda l'evento. Il barone Georges d'Anthès ferì mortalmente al petto Puškin che morì due giorni dopo la sfida, ad appena 37 anni per complicanze settiche della ferita all'addome. Leggende narrano che d'Anthès si salvò grazie a un bottone che parò il colpo del poeta.
Puskin mostrò pentimento e conseguentemente ebbe funerali religiosi. Dato che il governo temeva rivolte e dimostrazioni popolari, il funerale fu celebrato nella massima semplicità e il corpo di Puškin fu trasportato segretamente nella notte per essere sepolto nella proprietà di famiglia.
Curiosamente, Puškin aveva più volte ritratto nei suoi racconti delle morti da duello, in particolare in mw-wmwaqaLa figlia del capitano, nel romanzo mwaqemwaqiEugenio Onegin e nel racconto mwaqmIl colpo di pistola de mwaqqmwaquLe novelle del compianto Ivan Petrovič Belkin, fonti del film italiano mwaqymwaqcUn colpo di pistola (1942) ispirato a entrambi.
Stile e importanza dell'opera letteraria
Autore assai prolifico, nonostante la breve vita, Aleksandr Puškin fu poeta universale, e nella sua produzione - che passò da un'iniziale fase romantica a una successiva di più accentuato realismo - accolse motivi e forme provenienti da diverse fonti della letteratura classica e contemporanea, russa e straniera, usufruendone soltanto come elementi in grado, fra gli altri, di aiutare l'indagine della realtà nella sua essenza più profonda e nei suoi aspetti più differenti. Contemporaneo del grande Romanticismo europeo, egli ne fu influenzato soprattutto esteriormente, restando in realtà fedele a un'impronta essenzialmente illuministica e settecentesca (fu, ad esempio, un fervente ammiratore di Voltaire). Il complesso della sua opera, pur nella grandissima varietà, possiede una leggerezza che si potrebbe quasi definire mozartiana. L'arte fu per lui un mezzo magnifico tanto di conoscenza come di rappresentazione, sia dell'animo individuale sia della collettiva spiritualità di un popolo, adatta pertanto a cogliere i moti della coscienza e a scoprire con intuitiva comprensione il processo storico o a delinearne il paesaggio naturale. Egli seppe anche creare, nella poesia come nella prosa - entrambe esemplari nella loro perfezione costruttiva - un linguaggio equilibratissimo di cristallina purezza e semplicità, che divenne uno strumento fondamentale di rinnovamento per la letteratura russa. Cominciando ad approfondire lo studio dell'uomo in generale e dell'uomo russo in particolare, egli pose inoltre quelle basi che permisero poi agli scrittori di tutto l'Ottocento di pervenire, seguendo le sue tracce, a un livello artistico di dimensione mondiale.
In Russia è chiamato "il poeta onnipresente" e "il sublime".cite-ref-19[18]
Le opere
Poemi
• mwarmmwarqRuslan e Ljudmila (1820), messo in musica tra il 1837 e il 1842 da mwaruMichail Glinka nell'mwaryopera omonima
• mwargGavriiliada o mwaroIl Gabrieliad (1821, attribuzione incerta)
• mwarwPoemi meridionali:
• mwar8Il prigioniero del Caucaso (1820-1821), messo in musica negli anni 1857-58 da mwaseCésar Cui nell'mwasiopera omonima
• mwasqmwasuLa fontana di Bachčysaraj (1822), adattato come cortometraggio (da mwasyJakov Protazanov nel 1909-1910), opera lirica (da Aleksandr Il'inskij nel 1911) e come balletto (da mwasgBoris Asaf'ev nel 1934)
• mwasoI fratelli masnadieri (1821)
• mwas0mwas4Evgenij Onegin (1823-1831), messo in musica nel 1879 da mwas8Pëtr Il'ič Čajkovskij nell'mwataopera omonima
• mwatimwatmIl cavaliere di bronzo (1833, pubblicato nel 1841)
Racconti in versi
• mwatcGli zingari (1824)
• mwatoIl conte Nulin (1825)
• mwat0mwat4Poltava (1828)
• mwauaTazit (pubblicato nel 1837)
• mwaumLa casetta a Kolomna (1830)
• mwauyAndželo (1833)
Poesie più brevi
• 4 voll. in vita: 1829, 1829, 1832 e 1835
• nelle opere complete in 9 voll., 1838-41
• idem in 16 voll., 1937
Fiabe in versi
• mwavaZar Nikita e le sue quaranta figlie (1822)
• mwavmIl fidanzato (1825)
• mwavyFiaba del pope e del suo bracciante (1830)
• mwavkmwavoLa fiaba dello zar Saltan (1831)
• mwavwFiaba del pescatore e del pesciolino (1833)
• mwav8mwawaFiaba della zarevna morta e dei sette mwawebogatyri (1833)
• mwawmFiaba del galletto d'oro (1834)
Narrativa in prosa
• mwawgmwawkIl negro di Pietro il Grande (1828, incompiuto), trad. italiana di Irina Wassilcikoff e Gino Tomaioli, Documento Libraio Editore in Roma, 1944.
• mwawsmwawwLe novelle del compianto Ivan Petrovič Belkin (5 racconti scritti a Bòldino nell'autunno del 1830).
• mwaw4mwaw8Dubrovskij (risalente al 1832-33, uscito nel 1841).
• mwaxe mwaxiLa dama di picche (1834), messo in musica nel 1890 da mwaxmPëtr Il'ič Čajkovskij su libretto del fratello mwaxqModest Il'ič.
• mwaxymwaxcKirdžali (1834).
• mwaxkmwaxoLa figlia del capitano (1836), messo in musica da mwaxsCésar Cui che tra il 1907 e il 1909 scrisse il libretto e la partitura per l'mwaxwopera omonima.
• mwax4La solitaria casetta sull'isola di Vasilij, trad. italiana a cura di Alberta Brambatti e Mili Romano, Sellerio ed. 1983.
Teatro
• mwaywmway0Boris Godunov (1825, pubblicato nel 1831), a cui s'ispira il mway4libretto dell'mway8opera omonima di mwazaModest Petrovič Musorgskij.
• mwaziPiccole tragedie (1830, microdrammi in versi)
• mwazymwazcMozart e Salieri, messo in musica nel 1898 da mwazgNikolaj Rimskij-Korsakov nell'mwazkopera omonima.
• mwazsmwazwIl banchetto durante la peste, messo in musica nel 1900 da mwaz0César Cui nell'mwaz4opera omonima.
• mwaaamwaaeIl cavaliere avaro, messo in musica nel 1906 da mwaaiSergej Rachmaninov nell'mwaamopera omonima.
• mwaaumwaayIl convitato di pietra, messo in musica nel 1869 da mwaacAleksandr Dargomyžskij nell'mwaagopera omonima.
Saggi
• mwaawStoria della mwaa0rivolta di Pugačëv (1834).
• mwaa8Viaggio ad Arzrum durante la campagna del 1829 (1836).
• Prose critiche e articoli:
• mwabmLe mie osservazioni sul teatro russo (1820, ma uscito postumo nel 1895).
• mwabuSulla prosa (1822, ma uscito nel 1884).
• mwabcSulle cause che hanno rallentato il cammino della nostra letteratura (abbozzo del 1824, pubblicato nel 1874).
• mwabkSulla poesia classica e romantica (1825).
• mwabsSulla tragedia (1824-25, ma pubblicato nel 1916).
• mwab0Dell'elemento nazional-popolare in letteratura (risalente agli mwab4anni '20 e uscito nel 1855).
• mwacaAbbozzo di un'introduzione al "Boris Godunov" (1829-30, pubblicato nel 1855).
• mwaciSul dramma popolare e sul dramma "Marfa Posadnica" (articolo sul dramma di mwacmMichail Petrovič Pogodin rimasto incompiuto e pubblicato nel 1841-42).
• mwacuSu Salieri (1832, ma uscito nel 1855).
• mwaccSul viaggio da Mosca a Pietroburgo (1833-34, censurato).
• mwackSull'inconsistenza della letteratura russa (1834, ma 1855).
• mwacsByron (1835, incompiuto).
• mwac0Voltaire (1836, uscito su "Sovremennik").
• mwac8John Tenner (1836).
• mwadeLe veglie alla fattoria di Dikan'ka (sull'mwadiomonimo testo di mwadmGogol').
• mwaduIl naso (segnalazioni sulla stessa rivista dei racconti di Gogol').
• mwadcSu "I doveri degli uomini" di mwadgSilvio Pellico (articolo sulla stessa rivista).
Altre opere
• mwadwEpistolario (1926-69).
• mwad4Diario 1833-35 (1923).
• Frammenti di opere incompiute, come il dramma mwaeaRusalka, il romanzo mwaeeDubrovskij o il poema mwaeiVadim.
Trasposizioni cinematografiche
• mwaeymwaecIl postiglione della steppa (mwaegDer Postmeister), regia di mwaekGustav Ucicky (1940).
• mwaesmwaewLa donna di picche (1949) di mwae0Thorold Dickinson.
• mwafuLa donna di picche (1965) di Léonard Keigel con mwafcDita Parlo e mwafgMichel Subor.
Note al testo
cite-note-151. Una così netta presa di posizione da parte di Puškin suscitò le forti critiche del moldavo mwaguVasile Alecsandri, il quale scrisse come replica: mwagcSei più nero degli zingari, tu che hai mendicato da noi per anni, tu che sei stato accolto e che non ci hai detto neanche "grazie". Con doni di pane e di sale, col vino della nostra cantina ti abbiamo ospitato. E tu all'alba ridendo, ci hai cacato sui fiori. […] Lo vedi allora? renditene conto: non sei stato un cavallo arabo ma un PORCO! (mwahmDonatiello).
Note bibliografiche
cite-note-11. ↑ 26 maggio del mwahocalendario giuliano
cite-note-nc-russia-22. ↑ Nelle zone appartenute all'mwah4Impero russo il mwah8calendario gregoriano venne introdotto il mwaia14 febbraio mwaie1918.
cite-note-33. ↑ 29 gennaio del mwaiucalendario giuliano
cite-note-44. ↑ J. M. Lotman, mwaikPuškin, Milano 2012, p. 9; la casa fu poi demolita.
cite-note-55. ↑ P. A. Vjazemskij, mwai0Staraja zapisnaja knižka, Leningrad, Izdatel'stvo pisatelej, 1929, p. 14.
cite-note-66. ↑ S. Vitale, mwajeIntroduzione a A. Puškin, mwajiLa figlia del capitano e altri racconti, Milano, Garzanti, 1973, p. VII.
cite-note-77. ↑ D. S. Mirskij, mwajyStoria della letteratura russa, Milano 1965, p. 91.
cite-note-88. ↑ J. M. Lotman, cit., pp. 10-11.
cite-note-99. ↑ "Sono stato massone nella loggia di Kišinev, quella stessa a causa della quale furono soppresse in Russia tutte le logge." Da una lettera di A. Puškin citata in: Raffaella Faggionato, mwaj0L'alambicco di Lev Tolstoy. Guerra e pacemwaj4 e la massoneria russa, Viella, 2015, Roma, p. 39.
cite-note-1010. ↑ Tatiana Bakounine, mwakiRépertoire biographique des Francs-Maçons Russes, Institut d'Etudes slaves de l'Université de Paris, 1967, Paris, p. 428.
cite-note-1111. ↑ mwaky"Massoneria e letteratura. Puskin, la Dama di Picche e lo zar Nikita", su grandeoriente.it, 7 giugno 2020.
cite-note-1212. ↑ Raffaella Faggionato, mwakoL'alambicco di Lev Tolstoy. Guerra e pacemwaks e la massoneria russa, Viella, 2015, Roma, p. 28 n. 15.
cite-note-1414. ↑ mwalsIstituto per l'Europa orientale Roma, mwalwmwal0L'Europa orientale rivista mensile, Stab. tip. S. Morano, 1937, p.mwal4 546.
cite-note-1615. ↑ Incontrata la prima volta a un ballo il 6 dicembre 1828, riuscì a sposarla solo il 18 febbraio 1831, dopo averne chiesto la mano più volte e aver trovato i genitori di lei incerti sul da farsi fino all'ultimo.
cite-note-1716. ↑ Chiamata "Il contemporaneo" (Sovremennik) viene autorizzata il 14 gennaio 1836, durò meno di un anno.
cite-note-1817. ↑ Nel suo diario annota d'essere stato nominato mwamgvalletto solo perché la moglie potesse partecipare ai balli di corte.
cite-note-1918. ↑ mwamwAlice Figini, mwam0mwam4“Ricordo il magico istante”: la poesia d'amore di Aleksandr Puškin, su mwam8SoloLibri.net. mwanaURL consultato il 22 marzo 2024.
Bibliografia
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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